Risotto cime di rapa e fonduta di pecorino romano

febbraio 24, 2011 § 9 commenti

Praticamente è andata così, voi ricorderete che ho fatto le trofie con la cicoria, bene quella sera avevo amici cena, quindi ho potuto preparare qualcosa fregandomene della “fisime” o in italiano “fisse” di Duccio. Lui è uno che oggi mangia più o meno tutto, quando l’ho conosciuto era un continuo “questo non lo mangio, questo puzza, questo non mi piace…. assaggia prima tu!” Se c’è un formaggio che non conosce, io l’assaggio, lui mi guarda, io esclamo “sì ti piace” o “no, mumi, non fa per te”.

Ovviamente ho divagato troppo, volevo solo spiegarvi che tra le fisse di Duccio c’è “io non mangio i formaggi di pecora, quindi non mangio nessun pecorino”
Quella sera dalla cucina: “Tu senza formaggio allora? oookkk allora faccio un piatto solo per te!”


Tutti a tavola mangiavamo di gusto questo piatto, lui ci guardava con un po’ di invidia, poi “Posso assaggiarla con il formaggio?” E quindi ho sdoganato il pecorino!! non ne va pazzo, però lo mangia di gusto quindi a cena con altri amici non mi sono mica limitata ad una grattugiata!! Fonduta puzzolentissima di pecorino romano, che sulle cime direbbe qualcuno “A morte sua!!”

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Muffin salati olive e salame

febbraio 15, 2011 § 13 commenti

Dopo la doverosa parentesi di ieri, torniamo a noi.
Amo il pranzo domenicale, anche se io e Duccio solitamente siamo due zingarelli in merito. Se non ho preparato nulla il giorno prima, cosa che tendenzialmente è avvenuta in rarissime occasioni, si parte con una colazione dai 100/200 biscotti, dove ad ogni inzuppo echeggiano affermazioni quali “Tanto dopo non mangiamo”. Poi come a molti è ben noto, si viene assaliti da una voglia irrefrenabile di salato. Quindi neanche il tempo di togliere le tazze del latte che si apparecchia per il pranzo! E se la sera prima non si sono fatti i bagordi, scatta anche la bottiglia di vino. Questo posso affermare che è il rituale di ogni domenica.
Domenica scorsa dopo colazione appunto, Duccio incomincia a tampinarmi. “ho voglia di qualcosa di salato… che si può mangiare….” Ormai ho imparato a conoscerlo, quando la prende così larga è perché ha ben in testa cosa chiedermi, ma teme un rifiuto netto.
“Ma senti, mica mi puoi fare i muffin salati?” Eccolo!!
“Certo, dammi 30 minuti”

Quello che non sapeva era che non avendo ancora aggiustato la bilancia (ricordate vero? la storia era questa) , non avevo una ricetta con le cup!!! Dopo un po’ ne trovo una. A me serviva l’impasto avevo già immaginato quali schifezze metterci dentro. Preparo tutto, la consistenza dell’impasto però è più “gnucca” sarà quell’uovo in meno…

Arriva Duccio, dopo essersi mangiato una manciata di olive che avevo appena snocciolato, dopo avermi stressato sul fatto che non pensava che usassi quel salame, e che a lui piace tagliato a pezzetti piccoli, commenta con fare arguto l’impasto :
“Ma è normale che sia così appiccicoso, non dovrebbe essere un po’ più liquido? Ma hai usato gli stessi ingredienti?”
“Certo! E l’impasto è sempre stato così”
“Ah vabbè…”
Appena lui varca la soglia della cucina io continuo a guardare questo impasto, ormai ero certa che nulla di buono ne sarebbe venuto fuori!
E invece incredibilmente per quanto bruttarelli da vedere erano buonissimi. In 2 ne abbiamo mangiati 12!

“Ma sono pesanti, molto calorici?” mangiando il terzo
“no, non credo… certo non sono light”
“Più o meno di un panino del mc donald” mangiando il quarto
“Non lo so, non credo di più”
“Ma quindi siamo nell’ordine delle 1000 calorie” mangiando il sesto
“Ma che ne so….”
“Posso mangiarmi l’ultimo o lo vuoi tu?” Archiviando così ogni questione relativa agli aspetti calorici di questi muffettini!

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Risotto con cipolle rosse di tropea – il mio Risotto per Milano

febbraio 9, 2011 § 12 commenti

Eppure ero certa di aver messo tutti gli ingredienti. Eppure sono certa che i risotti mi vengo davvero bene.

Eppure questo non ha nulla a che vedere con quello preparato da Viviana Varese per un Risotto per Milano. Certamente le cipolle non erano cipollotti, avrei dovuto stufare cmq  molte più cipolle, avrei dovuto usare più maggiorana, ma così avrei spennato la mia piantina, e cmq quel composto di provolone dolce non aveva nulla a che vedere con la mia provola.

Ovviamente era buono, ma nulla a che fare con quello provato.

Duccio certamente quando mi ha chiesto “Ma stasera un bel risotto?!” non si aspettava questo. Però si sa, quando hai la compagna fissata per la cucina ti capita anche questo!

Amicici, volevo solo dirvi che qui a Milano è scoppiata la primavera!! Oggi ho fatto un po’ più tardi nel posare la ricetta, che vuoi, pare che adesso sia arrivato il momento di rimboccarsi le maniche…

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Vellutata Zucca con scamorza e maggiorana di casa mia!

febbraio 8, 2011 § 14 commenti

Ieri ho letto la sua risposta al questo post sulla mia collega egocentrica, stavo rispondendo ma so che poi le risposte non sempre vengono lette, e trovando l’argomento davvero interessante ho deciso di scriverci un post.  Allora vi riporto il suo commento:

“Ma a te sarebbe piaciuto essere come lei eh? Che male c’e’ ad essere un caterpillar? Da quello che dici non mi pare che facesse del male a nessuno, andava dritta per la sua strada, non capisco perche’ bisogna dar retta sempre a chi vuole la tua amicizia fino al punto da adorarti, a me darebbe un fastidio terribile. Come dire, davvero l’egocentrismo e’ qualcosa di cosi negativo? Non mi pare, il problema e’ che gli altri si aspettano sempre qualcosa dal cosiddetto egocentrico, quindi basta abbandonare le aspettative e il problema non esiste piu’.
Ma perche’ l’egocentrico dovrebbe soddisfare le aspettative altrui? E dico questo con cognizione di causa ed esperienza personale. Perche’ gli egocentrici non vengono lasciati nel loro brodo a fare i cavoli loro? Da come descrivi la storia lei non si aspettava niente dagli altri e se si prendeva le ferie quando voleva lei di certo ne aveva diritto, altrimenti chi glielo permetteva? C’erano regole? Bastava farlo presente, forse lei non lo sapeva [ah ah ah].
Non so perche’ in italiano si dica caterpillar con questo significato, in inglese caterpillar vuol dire bruco ed e’ molto significativo dell’essere ancora nel guscio ma con il potenziale di diventare farfalla.
Ho alzato una voce in difesa degli egocentrici che nessuno difende mai ma che a me piacciono tanto quando non mi rompono le palle.
Ciao. “
Chamki – La mia cucina in India

Dunque …. Dunque … dunque.
Secondo me, il punto focale di questa discussione sta nel “Perche’ gli egocentrici non vengono lasciati nel loro brodo a fare i cavoli loro?”. Anche io ritengo che chi possa essere annoverata come persona egocentrica, non ha fatto a priori del male a nessuno. È altresì vero però che purtroppo questi interagiscono a più livelli con “gli altri”. Magari fosse possibile lasciali fare i cavoli loro! Ed è qui che sorgono i problemi, come può un individuo relazionarsi con chi non riesce a percepire il suo essere? Non percepire le esigenze, in questo caso di una collega ma poteva essere una sorella, una amica, in un piccolo contesto sociale crea disaggio disagio a tutti coloro che vivono quella piccola comunità. Le regole allora devono essere applicate fermamente, altrimenti come un capitone il nostro personaggio EGO sguscia via, e per tanto a causa sua, le restanti persone della comunità dovranno attenersi a regole (perché purtroppo le regole valgono poi per tutti) e non il comune buon senso.
“Non mi pare, il problema e’ che gli altri si aspettano sempre qualcosa dal cosiddetto egocentrico, quindi basta abbandonare le aspettative e il problema non esiste piu’.” Ci sto lavorando J
“Ma a te sarebbe piaciuto essere come lei eh?” Sai delle volte ci ho pensato, forse anche provato, ma non ci riesco. L’altro per me esiste, e per quanto possa sforzarmi di non vederlo (delle volte sarebbe così utile…) esisterà sempre. Per la cosiddetta persona egocentrica, non c’è, non esiste.
Intendiamoci, non credo che siano persone cattive, altrimenti avrei parlato di altre peculiarità. Ma sono persone che non possono vivere in contesti sociali. Fanno del male e ritengo senza neanche accorgersene.
Bene mi piacciono proprio tanto queste chiacchierate 😀

 

Due note, sulla vellutata, è senza neanche un goccio d’olio! quindi quella scamorzina la si può mangiare senza tanti problemi!!

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Muffin salati speck e leerdammer

novembre 29, 2010 § 8 commenti

Oggi ho la testa altrove, non riesco a concertarmi, sono in attesa di una notizia. Le brutte sono arrivate già tutte, adesso aspettiamo solo quelle belle  🙂

In riferimento al mio ultimo post, oggi ho salutato l’ultimo dei mie capi, è il suo ultimo giorno. Lui sì che è il sinonimo di stoicismo. Lui è l’azienda, lui la barca non l’abbandona neanche quando affonda. Crede in tutto quello che fa o che ha fatto, difende ad oltranza i suoi uomini, urla e sbatte i pugni sui tavoli quando lo fanno arrabbiare, non cede a compromessi, non ha mai preso una sola decisione sulla spinta di un incoraggiamento economico. L’ho conosciuto che avevo 27 anni, non usava neanche pc (non lo usa ancora) aveva un caratteraccio e mi detestava, perché io ero lì a non fare nulla, messa da qualcuno per controllare (ebbene sì in questo pazzo mondo ci si poteva permettere di pagare qualcuno che non facesse nulla).

Poi ci siamo annusati, e ci siamo trovati. L’unico “capo” che per tutti i natali passati mi ha fatto sempre trovare un pensierino, anche se ho lavorato alle sue dirette dipendenze solo per 4 mesi.  Due natali fa,  quando non facevo parte di nessuna chiesa in questa azienda, mi chiamo e mi disse “Veronica, può passare da me devo parlarle” Avevo temuto di averla fatta grossa, quasi tremante entro nel suo ufficio, era tardi e mi dà il suo pensierino, scoppio a  piangere. Lui era il “capo” vero. Quello che non si dimentica di chi ha lavorato con lui, che consoce gli sforzi non ripagati, e sa che delle volte basta un piccolo pensiero per dare un senso alle nottate, ai sacrifici.

Peccato che sia andato via, purtroppo la barca dove lavorava l’hanno affondata e lui come il capitano del Titanic non ha potuto far altro che restare lì.

Questi Muffin sono un po’ diversi dagli altri, ho messo 1/4 di farina di manitoba. Secondo me rende meglio 🙂

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Polenta morbida con Fonduta

novembre 14, 2010 § 7 commenti

Amici, vi scrivo dal mio lettone, inesorabilmente anche oggi posso apporre una X nella casellina “domeniche milanesi uggiose e piovose”. Comunque oggi è una domenica diversa, una domenica di attesa. Un count down sino all’incontro di stasera, il derby. Questo evento in casa è abbastanza sentito, per intenderci, l’anno scorso mi fu proposto di anticipare il rientro a Milano per poterci vedere il derby! Poi vi sono tutti i vari riti scaramantici, con chi l’abbiamo visto l’ultima volta, chi in casa nostra non ci metterà mai più piede, lui porta bene ma la moglie no come facciamo a non invitarla, e tante storie del genere. Stasera siamo a casa di amici, formazione mai provata, domani vi racconterò come è andata…

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Tiramisù al cioccolato bianco

novembre 11, 2010 § 14 commenti

Era necessario. Vi ricordate la faccenda del mio cellulare? Questo Tiramisù ne è stato il felice epilogo ^.^. Quella sera avevo in programma di preparare altri biscottini, ovviamente visto l’umore nero, non avevo assolutamente voglia di star lì ad impastare, infornare eccetera eccetera. Poi però la serata, grazie a Duccio, ha preso una svolta inaspettata e decisamente lieta.
Quindi alla sua domanda “Ma allora di dolce non c’è nulla!?”
Sono scattata come la migliore delle ghieshe e gli dico “Non temere, qualcosa mi invento….”
Ed ecco qui i miei tiramisù!
Allora, conosco di  leggende che narrano di dolci buonissimi venuti per caso, frutto di quanto disponibile in dispensa. Beh ora non so se tutte possano essere vere, di certo questo dolce al cucchiaio era davvero buono! e il giorno dopo ancor di più 🙂

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