Polpettine alla cannella

marzo 9, 2011 § 10 commenti

Ci sono momenti per tacere. Per non parlare. E non sono solo quelli tristi, ma anche quelli in cui  si è felici.
Oggi, più di prima, è la mia isola felice.

ps
Il segreto di una relazione lunga 10 anni?! Festeggiare andando a mangiare in pizzeria per potersi così vedere la partita di calcio (visto che la tv è rotta) e riderci su!

« Leggi il seguito di questo articolo »

Annunci

Plum cake salato – Radicchio, noci e fiocchi di farro

febbraio 28, 2011 § 13 commenti

E adesso come la mettiamo?

È come dire “si possono amare due persone contemporaneamente?” e la mi a risposta è decisamente sì! Mai avrei immaginato di vedere in così poco tempo uno scontro al vertice tra Napoli e Milan, mai. E così io dalla mia cerco di fare quella che non ci sente. Alla domanda ma tu per chi tiferai, rispondo che di calcio non ne capisco. Sono certa che oggi incredibilmente riceverò una telefonata da mio fratello, che non chiama mai, se non in queste occasioni. Duccio a casa a momenti non mi saluta nemmeno, come se fossi la serpe che per 10 anni a covato in seno…

Cosa ci posso fare!? Sono arrivata a Milano quando il Napoli fu “sbattuto” in serie C. Duccio, che delle volte mi lascia davvero perplessa per quanto possa incidere un risultato calcistico nella sua vita, mi ha sempre portato allo stadio. (Ci andavamo gratis, in tribuna… raccomandati dalla famiglia Berlusconi in persona… ma questa è una storia che non vi racconterò… quanto meno per i prossimi 10 anni!!). Al mio esordio allo stadio fui accolta da un coro dei milanisti contro i laziali “Napoletani…. Voi siete Napoletani!” Guardo Duccio… ma io dovevo pur vivere a scrocco da qualcuno a Milano, quindi me lo feci andar bene! 😀

Poi in 10 anni ci si affeziona, qui c’è il derby, devi per forza essere dell’una o dell’altra squadra…Poi le feste per la Champions, i colleghi con cui parlare e scherzare, e così piano piano questa squadra mi è entrata nel cuore. Intanto il Napoli stava lentamente risalendo la china. Negli anni passati, le partite giocate non erano mai fondamentali né per l’una né per l’altra. Ma stasera è davvero dura.

Ripeto, ricevo telefonate, messaggi, inviti su Facebook da amici napoletani che non vedo da anni, e da altrettanti non li sento, ma che a quanto pare non hanno di meglio da fare mandarmi messaggi in qualunque forma che dicono semplicemente “Forza Napoli!!” come a dovermelo in qualche modo ricordare.

Mi devono ricordare del marito che anni fa scelsi, e che questa relazione con questo giovane amante ora va chiusa. Ma si sa al cuore non si comanda, e se c’è una cosa in cui sono capace è stare con due piedi in una scarpa!!

« Leggi il seguito di questo articolo »

Muffin salati olive e salame

febbraio 15, 2011 § 13 commenti

Dopo la doverosa parentesi di ieri, torniamo a noi.
Amo il pranzo domenicale, anche se io e Duccio solitamente siamo due zingarelli in merito. Se non ho preparato nulla il giorno prima, cosa che tendenzialmente è avvenuta in rarissime occasioni, si parte con una colazione dai 100/200 biscotti, dove ad ogni inzuppo echeggiano affermazioni quali “Tanto dopo non mangiamo”. Poi come a molti è ben noto, si viene assaliti da una voglia irrefrenabile di salato. Quindi neanche il tempo di togliere le tazze del latte che si apparecchia per il pranzo! E se la sera prima non si sono fatti i bagordi, scatta anche la bottiglia di vino. Questo posso affermare che è il rituale di ogni domenica.
Domenica scorsa dopo colazione appunto, Duccio incomincia a tampinarmi. “ho voglia di qualcosa di salato… che si può mangiare….” Ormai ho imparato a conoscerlo, quando la prende così larga è perché ha ben in testa cosa chiedermi, ma teme un rifiuto netto.
“Ma senti, mica mi puoi fare i muffin salati?” Eccolo!!
“Certo, dammi 30 minuti”

Quello che non sapeva era che non avendo ancora aggiustato la bilancia (ricordate vero? la storia era questa) , non avevo una ricetta con le cup!!! Dopo un po’ ne trovo una. A me serviva l’impasto avevo già immaginato quali schifezze metterci dentro. Preparo tutto, la consistenza dell’impasto però è più “gnucca” sarà quell’uovo in meno…

Arriva Duccio, dopo essersi mangiato una manciata di olive che avevo appena snocciolato, dopo avermi stressato sul fatto che non pensava che usassi quel salame, e che a lui piace tagliato a pezzetti piccoli, commenta con fare arguto l’impasto :
“Ma è normale che sia così appiccicoso, non dovrebbe essere un po’ più liquido? Ma hai usato gli stessi ingredienti?”
“Certo! E l’impasto è sempre stato così”
“Ah vabbè…”
Appena lui varca la soglia della cucina io continuo a guardare questo impasto, ormai ero certa che nulla di buono ne sarebbe venuto fuori!
E invece incredibilmente per quanto bruttarelli da vedere erano buonissimi. In 2 ne abbiamo mangiati 12!

“Ma sono pesanti, molto calorici?” mangiando il terzo
“no, non credo… certo non sono light”
“Più o meno di un panino del mc donald” mangiando il quarto
“Non lo so, non credo di più”
“Ma quindi siamo nell’ordine delle 1000 calorie” mangiando il sesto
“Ma che ne so….”
“Posso mangiarmi l’ultimo o lo vuoi tu?” Archiviando così ogni questione relativa agli aspetti calorici di questi muffettini!

« Leggi il seguito di questo articolo »

Panini Napoletani

gennaio 23, 2011 § 18 commenti

La storia delle polpette della mamma di Reb mi è piaciuta tanto, quella di oggi poi: “deve ‘campare’ come quelli di Casa Cupiello, almeno cent’anni” ho riso troppo!
Allora, sulla spinta dell’idea di Alex,  mi son detta “quasi quasi mi ci metto anche io, a fare una raccolta di ricette che evocano ricordi e tradizioni, perché forse ne abbiamo bisogno..”


12.30 inizia l’ultima ora di scuola – ebbè noi del classico facevamo molte meno ore!! Almeno questo! – incominciavi a sentire quel brontolio, quella morsa che ti attanaglia. Sono sempre stata famelica. Il professore parla e tu pensi solo alla friggitoria di piazzetta Fuga – perché a Napoli vi sono luoghi chiamati friggitorie, cioè dove trovi solo cose fritte!! Ci farò un post un giorno!.Poi finalmente suona la campanella, riponi le tue cose nello zaino, ed esci. Io ero quella sempre squattrinata, mai avuto una lira in tasca, quindi puntavo con occhio di lince il compagno ciccione, mi piazzavo sottobraccio e lo accompagnavo nella friggitoria! Poi i tuoi amici “di strada insieme” ti fanno cenno di andare e vi incamminate verso casa.

Solitamente il pranzo a casa mia era una cosa molto casuale, papà non  è mai tornato, e si mangiava tutto quello che non piaceva a lui, quindi praticamente tutte le verdure e il pesce (questa è una storia che va per il prossimo post!) oppure  quello che c’era,  quello che era avanzato la sera prima (ho ricordi terribili legati a paste e fagioli dove però i fagioli avanzati la sera prima erano solo 4, e non condivano benissimo la pasta….).

Ma delle volte si tramutavano in feste culinarie meravigliose! Avete presente quando avete voglia di “schifezzelle” bene, quando mia mamma ne aveva voglia ce le rifilava a tutti!! E allora se era entrata da un panettiere e aveva visto questi panini napoletani ne prendeva un sacco pieno e quello era praticamente il nostro pranzo! (Il mio piuttosto visto mio fratello era un po’ più schizzino). Poi apriva un altro sacchetto e c’erano delle olive giganti piccanti e untissime. Quindi il movimento era un morso al panino napoletano, un’oliva, un morso al panino, un’oliva. Tra un racconto sulla giornata e lo sguardo alla tv. Poi alle 15 suonava il telefono e iniziava il tuo pomeriggio …

Sì vorrei tanto tornare adolescente, tanto.

Ieri su twitter ho scritto “qualcuno ha sentito l’ultimo dei #verderna” ma nessuno mi risponde, allora vado a vedere chi ne parla e  leggo “sentita l’ultima canzone del cd dei #verdena, metto il libro di storia nello zaino, domani sento che sarà una giornata migliore”. Quanto ho desiderato avere in quel momento i suoi pensieri.

Questa ricetta non me l’ha insegnata nessuno, non è stata tramanda, perché a casa non si cucinavano si compravano! Qui li devo per forza cucinare.

« Leggi il seguito di questo articolo »

Muffin salati speck e leerdammer

novembre 29, 2010 § 8 commenti

Oggi ho la testa altrove, non riesco a concertarmi, sono in attesa di una notizia. Le brutte sono arrivate già tutte, adesso aspettiamo solo quelle belle  🙂

In riferimento al mio ultimo post, oggi ho salutato l’ultimo dei mie capi, è il suo ultimo giorno. Lui sì che è il sinonimo di stoicismo. Lui è l’azienda, lui la barca non l’abbandona neanche quando affonda. Crede in tutto quello che fa o che ha fatto, difende ad oltranza i suoi uomini, urla e sbatte i pugni sui tavoli quando lo fanno arrabbiare, non cede a compromessi, non ha mai preso una sola decisione sulla spinta di un incoraggiamento economico. L’ho conosciuto che avevo 27 anni, non usava neanche pc (non lo usa ancora) aveva un caratteraccio e mi detestava, perché io ero lì a non fare nulla, messa da qualcuno per controllare (ebbene sì in questo pazzo mondo ci si poteva permettere di pagare qualcuno che non facesse nulla).

Poi ci siamo annusati, e ci siamo trovati. L’unico “capo” che per tutti i natali passati mi ha fatto sempre trovare un pensierino, anche se ho lavorato alle sue dirette dipendenze solo per 4 mesi.  Due natali fa,  quando non facevo parte di nessuna chiesa in questa azienda, mi chiamo e mi disse “Veronica, può passare da me devo parlarle” Avevo temuto di averla fatta grossa, quasi tremante entro nel suo ufficio, era tardi e mi dà il suo pensierino, scoppio a  piangere. Lui era il “capo” vero. Quello che non si dimentica di chi ha lavorato con lui, che consoce gli sforzi non ripagati, e sa che delle volte basta un piccolo pensiero per dare un senso alle nottate, ai sacrifici.

Peccato che sia andato via, purtroppo la barca dove lavorava l’hanno affondata e lui come il capitano del Titanic non ha potuto far altro che restare lì.

Questi Muffin sono un po’ diversi dagli altri, ho messo 1/4 di farina di manitoba. Secondo me rende meglio 🙂

« Leggi il seguito di questo articolo »

Dove sono?

Stai esplorando gli archivi per la categoria Finger Food su Menando il can per l'aia's Blog.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: