Orecchiette con broccoli e vongole veraci

marzo 10, 2011 § 28 commenti

Lo so le avevo già fatte.

Primissima ricetta, prevedeva gli strascinati non le orecchiette. Ma non mi piaceva la foto, così me ne frego, tanto questo è solo il mio diario e ve la rimetto su di nuovo!

Oggi vi regalo questa perla, per chi come me, delle votle di sente proprio Charlie Brown:

baci a tutti!!

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‘O rraù ossia il Ragù Napoletano

febbraio 7, 2011 § 13 commenti

Gli anni ottanta trascorrevano, Milano era la Milano da bere, il Milan se l’era appena comprato Berlusconi, e al Napoli c’era Maradona. La serie A giocava la domenica, tutte le squadre insieme, niente anticipi o posticipi. Non bisognava  mica domandarsi “Ma domenica chi gioca?”

Eri certo, e così noi, con la stessa certezza, si andava con tutta la famiglia “giù dalla nonna”. Giù dalla nonna, perché noi ci si muoveva dalla collina del vomero verso soccavo, dunque si scendeva e si andava pertanto giùdallanonna, va letto tutto insieme 🙂 Non c’era da domandarsi cosa si sarebbe mangiato, che fosse estate o fosse inverno, era una sicurezza. ‘O ‘rraù (ragù napoletano). Si arrivava, ancora con la giacca indosso, si prendeva un pezzo pane cafone fresco (perché a casa della nonna il pane era sempre fresco anche la domenica) e lo si immergeva nel sugo… Che bontà. ‘O ‘rraù è un sugo speciale, che non si può mica preparare durante la settimana, deve cuocere almeno 5 ore lentamente, come si suol dire deve pippiare (vedi foto).

L’altra domenica l’ho preparato, non è la stessa cosa però, a tavola non c’è la nonna che grida e dice “Verò ‘a vuò a sasicc?” e così a turno per tutti, eravamo almeno 10 a tavola, praticamente un pranzo di Natale tutte le domeniche. Ora però non descrivo oltre questa domenica napoletana, la lascerò quando mi deciderò a fare le polepette al sugo (anche loro intramontabili compagne della domenica), ma vi lascio questa poesia di Eduardo de Filippo sul ragù napoletano, perchè il ragù vero non è la carne con il sugo!

‘O ‘rraù – il ragù
‘O rraù ca me piace a me – il ragù che piace a me
m’ ‘o ffaceva sulo mammà.- me lo faceva solo mamma
A che m’aggio spusato a te, – Da quando mi sono sposato con te
ne parlammo pè ne parlà. – parliamo tanto per parlare
io nun songo difficultuso; – io non sono difficile
ma luvàmmel’ ‘a miezo st’uso – ma non ne parliamo più
Sì,va buono:cumme vuò tu. – si va bene come vuoi tu
Mò ce avéssem’ appiccecà? – ora mica vorremmo litigare?
Tu che dice?Chest’ ‘è rraù? – Tu che pensi? Questo è ragù?
E io m’ ‘o  mmagno pè m’ ‘o mangià… – io ora me lo mangio giusto per mangiarlo
M’ ‘ a faja dicere na parola?… – mi fai dire una parola?
Chesta è carne c’ ‘ a pummarola – questa è carne con il pomodoro

PIESSE

-2KG io cmq proseguo con la dieta…

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Trofie con la catalogna (o cicoria) e salsiccia toscana – Liberiamoci del Maiale

febbraio 1, 2011 § 11 commenti

Avviso! Questo sarà un post con qualche parolaccia, scorrettamente politico e con una punta di femminismo.
Se volete leggere solo la ricetta andate in fondo e saltate questa filippica!
Non l’avrei mai detto, la sua fine politica e di immagine è stata dettata da una puttana. Eppure i vecchi detti dicono mai fidarsi delle puttane. Sono ingrate, dimenticano facilmente, alla fine tu sei solo un cliente. Lui che ha praticamente la faccia di gomma tante le plastiche subite, che ha fatto dell’immagine la sua fortuna, si ritrova a leggere le cronache con qualche intercettazione tipo “quel vecchio dal culo flaccido” meravigliosa. Appenderei un lenzuolo con questa scritta.  Perché quello che non si comprende è che finché va con le ragazzine, è l’uomo che non deve chiedere mai, quello che va invidiato “Caspita ha cmq 75 anni”. Ma poi una ragazzina, diventata un politico da 10.000 euro al mese  ricorda a tutti che lui è “un vecchio dal culo flaccido!”. Vatti a fidare delle puttane…
Per tutto il resto non me ne può fregare nulla. È vergognoso, ma lo è dal 1994. Mi preoccupano maggiormente le sue frequentazioni mafiose rispetto a quelle di Ruby & Co.

Quello che mi ha sempre infastidito è che ha portato nella casa degli italiani “le tette e i culi”, come nuova idolatria. Perché a ora di cena mentre si mangia si doveva vedere ragazzine sculettanti che arrivavano con movenze da vecchi puttanoni, al suon di “Arrivano le veline!!!”. Io non l’ho mai visto in 15 credo che vada in onda. Chiedete pura a Duccio le filippiche su quanto trovavo sminuita la figura della donna quando queste ragazzine entravano in pattini (mi pare che fossero pattini). Dicevo “Cosa si vuole ottenere?? Un papà/marito eccitato mentre arrotola gli spaghetti, nel vedere una ragazzina poco più grande della figlia. Una moglie/mamma che guarda e si sente inadeguata, incapace di avere ormai quell’avvenenza.” E allora Duccio sfinito cambiava canale…
Un’altra filippica era destinata a Controcampo, lì tutti uomini e la fighetta che non parla e fa vedere cosce e tette. (il quel caso Duccio subiva ma non cambiava canale!).

Quando poi le tettine e culi hanno assunto i ruoli di ministri, allora davvero ho deciso di fare un passo indietro. Probabilmente non ci ho mai capito molto, probabilmente questa davvero è la società dell’immagine, dell’apparire, le donne nel mentre erano mute. Come posso discutere con qualcuno che ha votato la Carfagna? Certo che lo sa che abbiamo nei bagni dei camionisti i suoi poster, ma evidentemente non è un problema.
Ma io del proverbio cinese “Siediti lungo la riva del fiume e aspetta, prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico” ne ho fatto il motto della mia vita. Alla fine tutti invecchiamo, e pochi hanno lo spessore di colei che disse a chi voleva coprirle le rughe  “lasciamele tutte. ci ho messo una vita a farle”. E allora aspetterò la loro umiliazione, come quella di Silvio, che era lì a leggere “quel vecchio dal culo flaccido”. Sarà morto in quel momento, avrà urlato “IO NON HO IL CULO FLACCIDO!! IO NON SONO VECCHIO!!”. E invece è solo un vecchio poco lucido.

Grazie a chi ci ha pensato!

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Linguine con la gallinella

gennaio 28, 2011 § 17 commenti

AAA cercasi fattucchiera per malocchio.

Esisterà davvero chi fa ancora il malocchio? Ditemi di sì, ditemi che ne conoscete storie che malocchi che funzionano, di persone che a causa di malocchi, sono stati beccati dalla moglie con un’altra, dovendo quindi affrontare in primis un divorzio, e poi la gravidanza non voluta dell’amante, quella sventolina venticinquenne che diceva “Noo io figli non ne voglio, prendo la pillola” – letta con la voce da oca – , ritrovandosi così senza casa, e con due famiglie da mantenere. E in tutto questo magari il filippino gli muove contro accuse di molestie sessuali, e nel mentre deve affrontare un’azione di responsabilità per una carica assunta 5 anni fa, dove però il massimale dell’assicurazione per amministratori, non copre per quanto dovrà rimborsare!!
E per finire, di vedere su google maps (visto che la prima cosa che ci ha tenuto a mostrarmi è stata la sua mega villa), che hanno ripreso un uomo bello e aitante che prendeva il sole su un materassino nella sua piscina.
Sì se conoscete qualcuno in grado di provocare questo vi prego contattatemi. Non voglio che gli venga fatto del male, assolutamente. Ma che la sfiga gli si rivolti contro, che non ne imbrocchi una.
Conto su di voi!!

Descrizione piatto e Aggiornamenti dieta

Allora queste trenette (la voiello le chiama così) risalgono a giovedì scorso. Davvero buone, ve le consiglio per 3 ragioni: 1. difficilmente non piacciono (ovviamente se piace il pesce) 2. Cotte come segue, riuscite a pulire eliminando i ¾ di spine della gallinella 3. Che la gallinella costa qui a Milano € 6,50 al kilo, mica male, pesce molto economico e buonissimo!!

Ieri invece ho mangiato:
latte con due cucchiaini di zucchero + una campagnola
70gr di roast beaf al sale condito con olio
50gr di crudo + yogurt greco intero + insalata condita con olio
+ una manciata di semi di girasole (come i polli…) + un mini bacio di dama
Ieri niente pane!! Ah dimenticavo, una decina di pastiglie LEONE al chinotto

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Orecchiette con cime di rapa

gennaio 8, 2011 § 10 commenti

Quando sono arrivata a Milano, circa 9 anni fa, per me era una scoperta anche solo preparare una matriciana!! Nell’ordine, a 22 anni, sapevo cucinare: insalata di riso, spaghetti a vongole, carbonara (ma solo come piace a me), pasta con il sugo e le salsicce, cotolette, profitterol (ovviamente con bignè comprati!) e tiramisù.
Basta così.

 

Allora appena mi sono ritrovata in una cucina tutta mia (in realtà era di Duccio…. io ero solo di passaggio ma questa è un’altra storia!) ho dovuto fare i conti sul “cosa si mangia stasera!!” internet non brulicava di ricette come ora, e per sapere come fare qualcosa potevi provare, e così scopri che nel sugo della matriciana magari andarci un po’ leggera con l’olio ti permette di sopravvivere alla notte, ma per le altre ricette base bisogna chiedere, alla mamma, alla suocera, alla collega attempata a chiunque. E poi per questo Milano è meravigliosa, c’è sempre qualcuno di quella regione che ti spiega nei dettagli come cucinare secondo tradizione quel piatto!

PS
credo a questo punto che si renda opportuno iniziare una dieta decisamente seria da lunedì… vi terrò aggiornati sul come procede… obiettivo -3 per i primi di febbraio…

 

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Cannoli, anzi no, fagotti di carciofi e speck

dicembre 14, 2010 § 14 commenti

Una strada senza ostacoli non sempre  ti porta al raggiungimento del traguardo. Delle volte prendo delle decisioni solo perchè le ritengono di semplice esecuzione, senza rifletterci poi su molto, immagino che tutto debba procedere via liscio e che non vi siano intoppi…. Ma in realtà non ho considerato ogni sfaccettatura, e così i primi risultati sono disastrosi e mi ritrovo a punto e a capo, domandandomi il perchè abbia preso quella dannata decisione. E così questi fagotti. Per una cena a tema decido di fare una ricetta di una nota rivista di cucina, mi sembrava semplice e buona, allora annuncio “farò dei rotolini di pasta con crema di carciofi” una tragedia!! Dal sapore troppo delicato ed esteticamente  impresentabili. Cosa posso fare come primo al forno con i carciofi? Su internet c’è pochissimo, allora ho dovuto proprio lavorare di fantasia…

Dapprima dovevano essere dei cannoli, poi fagotti piegati a portafoglio, e poi guardo le fette di speck e ho l’illuminazione!

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Casarecce ceci e scampi

novembre 23, 2010 § 15 commenti

Questo non è un post per vegetariani (non leggetelo…)

Quando ci si sveglia con l’umore con il quale mi si sono svegliata io puoi fare 2 cose: restartene a casa, sotto le coperte, lasciando i pensieri liberi di incupirti tanto non c’è nessuno in casa oltre il gatto con il quale prendersela, oppure ricordarti che devi preparare il coniglio in salmì e quindi con tanto di accettina ridurre a pezzetti il coniglio, per lasciarlo marinare almeno 12 ore. Questa è un’altra storia che vi racconterò quando poserò il post sul coniglio. Cmq dopo il tenero sguardo di questi scampetti, la cui testa è finita in una pentolina per il fumetto, dopo il ciuffetto di peli del coniglio visto stamattina, mi sono resa conto di come ci si faccia l’abitudine a certe atrocità culinarie. Forse è così anche per i killer professionisti, la prima volta fa impressione, la seconda riesci a vedere il corpo del tuo cadavere muoversi ancora, poi come per i miei scampetti, riesci finanche a schiacciare la testolina per far uscire bene il sughetto…d’altronde se non facevo così, il fumetto mica si insaporiva :))

Prometto che per ristabilire un equilibrio minimo, da mercoledì sino a sabato, non mangierò più nè carne nè pesce, eccetto per quel baccalà che ho in frigo… mica posso buttarlo 🙂

ps
come è cambiata la mia cucina, mai avrei pensato di avere in frigo dello stoccafisso….

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