Mousse allo yogur greco

febbraio 23, 2011 § 11 commenti

Allora, come già detto, sono cinica. Sono amaramente ironica, lo sono del resto  con me stessa, perché mai non devo esserlo con gli altri.
Lo sono anche in situazioni dove forse risulta essere fuori luogo. Ma certi momenti sono così paradossali, che non riesco ad esimermi.
Ve la racconto, però vi prego niente moralismi …
Allora Lei era l’amante di un mio capo di qualche lustro fa. Al di là di quel che dicessero loro, erano felicemente innamorati. E ovviamente come tutte le donne innamorate era una vera e propria leonessa. Lui era il classico “provolone”, quello che ti mandava messaggini piccanti in riunioni importantissime, che quando parlava con te non riusciva a guardarti negli occhi.Ma per andare d’accordo con Lei dovevi essere praticamente asessuata, o cmq non suscitare in quel piccolo uomo nessun interesse. Bene, a questo punto vi è chiaro che lei mi odiasse. Odio puro, odio di quello che anche quando incredibilmente si placava, le si accendeva una lucina e rammentava quale era la missione di quel momento della sua vita, Lei doveva odiarmi.

Questo era il contesto.


Un giorno, purtroppo il marito di Lei muore. E fin qui potrebbe essere una storia semplicemente triste, e invece si tramuta in un’esperienza che ha tutti cliché di un episodio del mitico Fantozzi.
Mail del capo massimo, appunto il suo amante “Signori come avete saputo è venuto a mancare… Per tanto siete tutti pregati di partecipare al funerale che si terrà….” La rileggo più e più volte, siamo, SONO obbligata ad andare a quel funerale? Infetti mancava un “per chi volesse partecipare”, “Lei ha bisogno del vostro supporto”. Era una sorta di ordine di servizio.
Non ci credevo! Per la prima volta in vita mia ero obbligata ad andare ad un funerale. Per giunta di una che mi odia!! Voi siete mai stati obbligati a partecipare ad un funerale!? Io li detesto, se posso li evito a priori, invece dovevo essere lì.
Ora immaginate un ufficio come tanti. Tutti noi sapevamo della relazione, (stavo scrivendo clandestina, in realtà di clandestino aveva ben poco), il triste evento si prestava pertanto a lasciarsi andare a facili battute, immaginateci tutti lì, di lutto vestiti. O cmq immaginate me. Aspettavo solo che qualcuno mi desse il là…
Ma se tutte noi agghindate come piccole vedove nere in ufficio pronte ad presenziare ad un funerale del quale a nessuno fregava nulla, non era abbastanza singolare come scena, quando ci siamo trovati in chiesa, gli impiegati davanti alla corazzata potemkin ci facevano un baffo. Nessuno di noi aveva messo in conto che potesse essere una cerimonia con rito protestante!
Arriva questa Signora (perdonatemi se non uso puntuali attributi ecclesiastici, ma a stento riesco a distinguere un prete da un parroco, che in realtà non distinguo, figuriamoci in ambito protestante!) vestita di bianco.
“Ma il prete dov’è?” sussurro
Ma in quel momento mi accorgo che non arriverà nessun prete! La preta, forse così è quasi blasfemo …

Dicevo la Preta, incomincia a raccontare gli ultimi tristissimi avvenimenti. Ovviamente ci si commuove. 10 minuti di tristezza. Prima di renderci conto che dopo una piccola pausa, la Preta riprende a parlare, sì ma in tedesco!!


E già, essendo lui tedesco, abbiamo dovuto assistere ad un funerale in doppia lingua…. Prima in italiano, poi in tedesco….
Durata funerale 2 e 40 minuti!!!
I piedi erano due zampogne.  Ovviamente era la classica giornata di fine inverno, dove sei vestita come se ci fossero 2 gradi, in realtà ce ne erano almeno 15!!
Immaginate la mia faccia, dopo cmq il momento triste, quando ho dovuto realizzare che stavo assistendo ad un funerale al quadrato!! Con i colleghi più intimi ci si scambiava sguardi allucinati …
Poi noi eravamo quelli che non c’entravano nulla, né con lei né con la sua famiglia, quindi eravamo infondo alla chiesa e rigorosamente in piedi. Nessuno che si alzasse per andar via, dannazione!
Non c’era una posizione che fosse vagamente comoda, se avessi potuto, o quanto meno ci fosse stata, mi sarei appoggiata anche all’acquasantiera!! A turno ci si appoggiava l’un l’altro, parte tedesca io, parte italiana tu, questo era l’accordo tacito. Non avevi assolutamente la percezione di quando potesse finire il rito, essendo molto diverso dal nostro. Trascorsa la prima ora eravamo più o meno certi che stava volgendo a termine, dopo la seconda eravamo pronti al peggio …
Credo che l’apice di questa assurda giornata l’ho toccato quando, sempre obbligata, sono dovuta andare a fare le condoglianze di persona. “Veronica hai fatto le condoglianze a …. È opportuno che tu le faccia”.
E chi mai dimenticherà il suo sguardo, che prima di incrociare il mio era pieno di tristezza e commozione. “E tu che diavolo ci fai oggi qui!!” “Mi dispiace, ma mi hanno obbligato …” ecco cosa ci siamo dette solo fissandoci negli occhi …
Stranissimi momenti. Ho partecipato a tanti funerali, ma questo credo che mai lo dimenticherò ….

Ricetta

E adesso volete anche la ricetta!?!?

  • Banalmente, un vasetto di yogurt greco light 50ml di panna due cucchiai di zucchero a velo e semini di vaniglia. Montate la panna con lo zucchero e i seimini, non rendetela però troppo ferma, aggiungete lo yogurt e mescolate con cura. Servire con frutta.
  • Difficile vero!?
  • 😀

Mousse al cioccolato bianco e porto

febbraio 11, 2011 § 22 commenti

Finito! Sia il dessert che il mio momentaccio!

È come se finalmente riesca a vedere la luce. Torno positiva, il mio bicchiere è di nuovo mezzo pieno.  Però, per quanto pur trovandomi in uno stato di grazia, non riesco a togliermi dalla testa l’idea di vendicarmi per come sono stata trattata, per come si è permesso di offendermi forte solo de ruolo che ricopriva. Sono molto combattuta tra il tralasciare, facendo quella  che se la racconta “ma va Vero, ma che te ne frega, tra qualche mese neanche ti ricorderai più di lui….”, oppure restituirgli pan per focaccia.

Voi che dite? Può valerne la pena? Siete di quelle che alla fine “ti faccio vedere io”, o come me, siete solo chiacchiere e distintivo?

La ricetta per questa mousse al cioccolato bianco mica ve la lascio perché non me la ricordo!!! Vabbè come volete…

Erano circa 2 albumi, 1 tuorlo, 2 cucchiai di zucchero, 100gr di cioccolato bianco, 1 cucchiaio di amido di mais, 2 cucchiai di porto, 100gr di mascarpone…. e cannella per decorare.

Poi qualcosa tipo, amalgamare il formaggio con lo zucchero e il tuorlo, unire il cioccolato bianco fatto sciogliere e il porto. Aggiunge poi un cucchiaio di amido di mais, fare attenzione a non formare grumi. Montare a neve gli albumi, unirli al composto. Posare nei bicchieri e lasciar riposare per un’oretta.

Ma non ci giurerei!! 😀

Crema alle mandorle con ciccolato bianco

febbraio 2, 2011 § 17 commenti

Ho deciso di fare delle raccolte su quello che scrivo,  qui a furia di tergiversare c’è fin troppa confusione, niente che sia in ordine!! Ovviamente verrà accompagnata anche dall’idea di fare un indice delle ricette, cosa probabilmente più adatta al blog. Il fatto è che tra le cose piacevoli che ti capitano, scopri anche che qualche pazzo si rilassa leggendo quello che scrivo.  ^.^

E così avremo la rubrica “Ricordi e profumi di casa” dove andando un po’ indietro con la memoria vi porterò in una di quelle chiassose famiglie napoletane, la rubrica “Mi casa es tu casa” praticamente le mie inutili massime esistenziali accompagnate da descrizioni dei fatti miei e di quelli che li condividono con me, e la rubrica “Perché mai ti ho trovato sulla mia strada” qui descriverò quei personaggi negativi che entrano di prepotenza nella tua vita e sei costretto a conviverci e a confrontarti con loro, persone che mai e poi mai avresti deciso di frequentare.

Perché una rubrica su di loro? Perché sono proprio questi che ti aiutano a crescere. Renderti conto che c’è qualcuno che può odiarti anche se tu nulla hai fatto per generare questo, è una vera e propria epifania! Imparerai a come camminare sulle uova, perché non sempre puoi fingere che questi non esistano, spesso, e sono proprio questi i casi, devi dividerci li spazi, una cena, una colazione, un funerale. E poi impari l’arte della sopravvivenza. Come quei rettili che riescono a sopravvivere in condizioni estreme, senza muoversi, quasi senza respirare.

La dieta, prosegue, non benissimo ma va avanti. Sempre -1kg…

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Zabaione al Porto

gennaio 25, 2011 § 21 commenti

Oggi, forse domani, dovrò affrontare un nuovo trasloco di stanza, il secondo in 2 mesi. Ritorno ad avere un ufficio tutto per me, e ne sono più che mai felice, visto che la mia collega di stanza ha qualche vizio che non tollero: 1. Usa il vivavoce 2. Mozzica le penne e le matite 3. È indolente, usa tutte le spillatrici pur di non mettere le puntine là dove sono terminate, finisce la carta, se non deve stampare urgentemente potrebbe convivere con il BIIIP BIIIPPPP della stampante per tutta la giornata (io ho provato a sfidarla, ma perdo tutte le volte irrimediabilmente!!). Un tempo adoravo dividere gli uffici, adesso con la “vecchiaia” amo starmene da sola. Poi io ho delle strane manie: la finestra deve essere ogni tanto aperta perché secondo me 2 individui nella stessa stanza incominciano a puzzare, la luce artificiale l’accendo solo quando praticamente non ci vedo più, la temperatura della stanza non deve superare i 20° altrimenti mi vengono le scalmane cose quasi sempre inconciliabili con la convivenza. Diciamoci che tutte le energie spese nel “troviamo un compromesso” in una convivenza lunga 10 anni, hanno reso me e Duccio due faine al lavoro, intolleranti anche verso il ticchettio delle dita sulla stampante.

Vabbè ovviamente questo trasloco mi rompe a dir poco i maroni! Però visto che qui tira una brutta aria, della quale magari ve  ne parlerò (AAA cercasi socio per attività imprenditoriale culinaria a Milano – magari funziona meglio dell’annuncio sul tennis – ) meglio avere un profilo moooltooo basso. Tanto a quel paese l’ho già mandato, il malocchio gliel’ho già fatto (magari sapessi dove farlo!!), adesso devo solo aspettare che anche questo omuncolo termini i suo mandato!

Spazio dieta:
Questo  zabaione nasce dalla voglia di dolce venuta una sabato sera dopo una grigliata di carne, adesso funziona così “Ma di dolce che c’è? Daiiii non è possibile che non hai fatto nulla!!” E quindi a voi lo zabaione, al porto perché quello avevo!! Ma come promesso vi dirò cosa ho mangiato ieri senza imbrogliare:
the con 2 cucchiaini di zucchero + 1 campagnola (biscotto gigante del mulino bianco)
2 fette di pancarrè con il crudo
170g di fesa di vitello alla piastra con insalata
1 campagnola
Come si dice a Bergamo alta… “‘e pos’d’famme”

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Tiramisù al cioccolato bianco

novembre 11, 2010 § 14 commenti

Era necessario. Vi ricordate la faccenda del mio cellulare? Questo Tiramisù ne è stato il felice epilogo ^.^. Quella sera avevo in programma di preparare altri biscottini, ovviamente visto l’umore nero, non avevo assolutamente voglia di star lì ad impastare, infornare eccetera eccetera. Poi però la serata, grazie a Duccio, ha preso una svolta inaspettata e decisamente lieta.
Quindi alla sua domanda “Ma allora di dolce non c’è nulla!?”
Sono scattata come la migliore delle ghieshe e gli dico “Non temere, qualcosa mi invento….”
Ed ecco qui i miei tiramisù!
Allora, conosco di  leggende che narrano di dolci buonissimi venuti per caso, frutto di quanto disponibile in dispensa. Beh ora non so se tutte possano essere vere, di certo questo dolce al cucchiaio era davvero buono! e il giorno dopo ancor di più 🙂

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