Muffin salati speck e leerdammer

novembre 29, 2010 § 8 commenti

Oggi ho la testa altrove, non riesco a concertarmi, sono in attesa di una notizia. Le brutte sono arrivate già tutte, adesso aspettiamo solo quelle belle  🙂

In riferimento al mio ultimo post, oggi ho salutato l’ultimo dei mie capi, è il suo ultimo giorno. Lui sì che è il sinonimo di stoicismo. Lui è l’azienda, lui la barca non l’abbandona neanche quando affonda. Crede in tutto quello che fa o che ha fatto, difende ad oltranza i suoi uomini, urla e sbatte i pugni sui tavoli quando lo fanno arrabbiare, non cede a compromessi, non ha mai preso una sola decisione sulla spinta di un incoraggiamento economico. L’ho conosciuto che avevo 27 anni, non usava neanche pc (non lo usa ancora) aveva un caratteraccio e mi detestava, perché io ero lì a non fare nulla, messa da qualcuno per controllare (ebbene sì in questo pazzo mondo ci si poteva permettere di pagare qualcuno che non facesse nulla).

Poi ci siamo annusati, e ci siamo trovati. L’unico “capo” che per tutti i natali passati mi ha fatto sempre trovare un pensierino, anche se ho lavorato alle sue dirette dipendenze solo per 4 mesi.  Due natali fa,  quando non facevo parte di nessuna chiesa in questa azienda, mi chiamo e mi disse “Veronica, può passare da me devo parlarle” Avevo temuto di averla fatta grossa, quasi tremante entro nel suo ufficio, era tardi e mi dà il suo pensierino, scoppio a  piangere. Lui era il “capo” vero. Quello che non si dimentica di chi ha lavorato con lui, che consoce gli sforzi non ripagati, e sa che delle volte basta un piccolo pensiero per dare un senso alle nottate, ai sacrifici.

Peccato che sia andato via, purtroppo la barca dove lavorava l’hanno affondata e lui come il capitano del Titanic non ha potuto far altro che restare lì.

Questi Muffin sono un po’ diversi dagli altri, ho messo 1/4 di farina di manitoba. Secondo me rende meglio 🙂

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Cookies zenzero e gocce di cioccolato

novembre 26, 2010 § 8 commenti

Finalmente un po’ di pace. Sarà la neve, sarà che il venerdì l’Eletto non lavora, sarà che le scorse giornate sono state infernali, allora questa specie di purgatorio è il mio paradiso. Era così tanto tempo che non detestavo qualcuno. Detesto le persone insicure che ricoprono ruoli di comando,che non riescono a gestire lo stress, che pensano di acquisire rispetto solo urlando, diffamando gli altri, e comprandosi con i soldi della società suppellettili vari che marchino il loro ruolo. Negli anni passati, quelli d’oro per intenderci, ne ho viste tante e tanti, come dico nella mia descrizione “ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare”. Ma con questi momenti di crisi, anche coloro che non hanno mai avuto alcun freno inibitorio in passato, si sono fermati. Non puoi viaggiare in business class e lasciare a casa i colleghi. Ma sarei disposta anche a sopportare lo spreco in funzione di una gestione delle risorse adeguata al ruolo che si ricopre, invece nulla. L’unico timore è perdere la poltrona, quella poltrona che da qualche anno si cercava disperatamente. Allora lo si vede tremare per la tensione quando viene chiamato dal “padrone”, lo si vede andare in fibrillazione se magari ha fatto qualcosa che non è più condiviso dal “padrone”. Che stima può generare un uomo del genere? Come può il suo team seguirlo ovunque condividendone le scelte e le strategie. Il team, che poi sarebbero le risorse fondamentali delle aziende, sono spaesate, le decisioni sono mutabili, le attività inconcludenti. Quest’uomo è la amara rappresentazione della classe dirigente italiana, una classe dirigente che non ha idee, è terrorizzata al pensiero che la famosa coperta sia diventata troppo corta. Una classe dirigente asservita al proprio “padrone”  non più disposta a rischiare nulla, perché c’è la crisi, e prima di ritrovarsi a occupare una nuova poltrona possono passare degli anni. E così le aziende chiudono. E nessuno di noi può far nulla se non tristemente osservare come questo paese si muova verso la deriva…

Addolciamo questa amara pillola con dei biscotti fin troppo dolci, non i miei preferiti. Cosa non mi piace di questa ricetta le 3 uova. Però a Duccio piacciono tanto, magari piacciono anche a voi.

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Coniglio al barbera con polenta

novembre 24, 2010 § 15 commenti

L’argomento di oggi è “resistere, resistere, resistere!” altrimenti gli farò fare la fine del coniglio. Ridotto a pezzettini a colpi di accetta. Vorrei essere in uno di quei film un po’ splatter, un Bmovie anni ottanta. Avete presente “Mocassini Assassini” o “Cataratte”nel Caimano di Nanni Moretti? Ecco all’Eletto  vorrei fargli fare la fine del gourmet!!  Non ricordo lei come si chiamava Aidra credo … Mi vedo correre  via con quella risata sadica mentre è lì per terra, sbranato dalle aragoste, e mi supplica “nooooo ti pregoooo nooooo”  !!

Questo è il mio primo coniglio cucinato, fatto solo esclusivamente per il contest Menù Turistico… e per un amico francese 🙂 povero lapin!

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Casarecce ceci e scampi

novembre 23, 2010 § 15 commenti

Questo non è un post per vegetariani (non leggetelo…)

Quando ci si sveglia con l’umore con il quale mi si sono svegliata io puoi fare 2 cose: restartene a casa, sotto le coperte, lasciando i pensieri liberi di incupirti tanto non c’è nessuno in casa oltre il gatto con il quale prendersela, oppure ricordarti che devi preparare il coniglio in salmì e quindi con tanto di accettina ridurre a pezzetti il coniglio, per lasciarlo marinare almeno 12 ore. Questa è un’altra storia che vi racconterò quando poserò il post sul coniglio. Cmq dopo il tenero sguardo di questi scampetti, la cui testa è finita in una pentolina per il fumetto, dopo il ciuffetto di peli del coniglio visto stamattina, mi sono resa conto di come ci si faccia l’abitudine a certe atrocità culinarie. Forse è così anche per i killer professionisti, la prima volta fa impressione, la seconda riesci a vedere il corpo del tuo cadavere muoversi ancora, poi come per i miei scampetti, riesci finanche a schiacciare la testolina per far uscire bene il sughetto…d’altronde se non facevo così, il fumetto mica si insaporiva :))

Prometto che per ristabilire un equilibrio minimo, da mercoledì sino a sabato, non mangierò più nè carne nè pesce, eccetto per quel baccalà che ho in frigo… mica posso buttarlo 🙂

ps
come è cambiata la mia cucina, mai avrei pensato di avere in frigo dello stoccafisso….

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Polenta integrale e intingolo di carne

novembre 22, 2010 § 11 commenti

Cose che ho imparato in 10 anni di vita milanese: la polenta, questa sconosciuta, è buonissima, che esistono dei trucchi per cucinarla e che quello che chiamavo solitamente ragù ristretto qui è chiamato intingolo.
Ora quel che conta è spiegarvi come cucino la polenta, so che vi sembrò blasfema, so che la tradizione vuole il paiolo e la mescola, ma io uso un sistema meno faticoso, più adatto alle nostre cucine e ai nostri tempi tiranni.
Un volta mia suocera mi disse, dopo che mangiammo un polenta deliziosa cucinata da lei, “sai come l’ho fatta? Un cucchiaio d’olio, copro le lascio cuocere per 40/50 minuti”. Resto basita quasi incredula, grumi non ne aveva, il sapore era buono come quello delle migliori polente, mi dico che prima o poi ci proverò. Poi arriva la vigilia di Natale, devo preparare troppe cose, nel mio menù c’erano dei cerchietti di polenta bianca dorata in padella con tonno affumicato.
Non potevo permettermi di star lì per 50 minuti a girare la polenta, dovevo fare troppe cose, e così mi dico “O la va o la spacca” metto un cucchiaio d’olio, copro e aspetto. Il miracolo avviene!! 🙂
Dall’ora faccio sempre così, mi regolo con l’acqua a seconda della farina e dalla densità che desidero per la polenta.

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Capesante gratinate

novembre 21, 2010 § 2 commenti

I film di Pozzetto degli anni ottanta sono fantastici! La domenica spesso SKY ne ripropone qualcuno, oggi è la volta di “E’ arrivato mio fratello”. Andrebbero studiati per capire cosa era la Milano in quegli anni, cosa piaceva alla gente della Milano da bere anni 80! “Dai Pirolotto muoviti sto morendo di fame” Come è milanese!! A casa mia a Napoli, odiavano sia Pozzetto che questi film. Invece io da qualche anno ho iniziato ad apprezzarli, – Ovidio Benson “Da casello a casello ha sfiorato i 65 km\h” – A me fanno ridere! Intendiamoci, non credo che siano dei capolavori, anzi, però abbiamo visto di quelle schifezze USA… E poi basta col essere costantemente radical chic!

..Las Vegas… Testa vado, croce rimango. CROCE! Vado lo stesso!”

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Plum cake con yogurt greco

novembre 20, 2010 § 5 commenti

Leggevo della Carfagna, e dei suoi problemi con i suoi colleghi, senza entrare in disquisizioni politiche, in quanto forse un food blog non è il luogo più adatto, comunque non posso fare a meno di considerare quanto sia diventato semplice far finta di non aver mai preso una sola decisone.

Queste considerazioni nascono anche alla luce degli ultimi eventi nel mio mondo lavorativo. Ho visto altissimi dirigenti azzannarsi per una poltrona. Sodalizi che parevano  eterni, infranti in men che non si dica. Persone che un tempo salutavo e ci chiacchieravo tranquillamente, porre dei muri e accenti su ruoli e dunque distanze da mantenere. Ma su questo ovviamente nulla da dire.  Da sempre è stato così. Ma a un certo punto, il perfetto capitalismo ha dovuto fare i conti con la crisi, anzi le crisi.  Qui cambia di nuovo tutto, i leoni si trasformano in agnelli, e ricuciono i rapporti stracciati non più di 7/8 mesi prima. Come sei i coltelli non fossero mai volati, come se loro quelle decisioni non le avessero mai prese. Tutti di nuovo amici e contro un nuovo nemico. Devo ascoltare espressioni tipo “No, mai io ce l’ho mai avuta con lui”! Cavolo, l’hai obbligato a rassegnare le dimissioni, tormentando, non più di 5 mesi fa, la sottoscritta con sproloqui quotidiani contro di lui.

Io sono incredula, è così semplice far finta che nulla sia mai accaduto? Quell’orgoglio che tanti uomini hanno avuto, quell’essere stoici rispetto alle proprie decisioni, dove è finito? Un tempo quando eri in una corrente se ti andava bene, raggiungevi i tuoi obiettivi altrimenti era finita per te e per tutti i tuoi colleghi. Oggi si sale e si scende dai carri, nessuno ha mai deciso, nessuno è il fautore delle proprie posizioni. Mi auguro che questa possa essere solo una fase, e che invece non si la paura che sta attanagliando la classe dirigente di questo paese, che ha scoperto la coperta è diventata corta e per gli stoici non c’è più posto.

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